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Santo del giorno: 

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Home EDUCAZIONE MONDIALITA' Visita Pastorale Sud Caucaso

Visita Pastorale Sud Caucaso

Novembre 2006
Dal Sud del Caucaso: una visita ricca di fraternitá e di emozioni
Dall’Armenia: un popolo in diaspora

Lunedì 13
Alle cinque circa del mattino (in Italia sono le due) la delegazione Caritas ed Ecumenismo delle Marche, atterra a Yerevan, la capitale dall’Armenia. La nostra delegazione, guidata dall’Arcivescovo, mons. E. Menichelli, e composta da don Vincenzo Solazzi, da Don Aldo Pieroni e dal sottoscritto, C. Giuliani.
Sbrigate le lunghe pratiche per i visti d’ingresso, incontriamo Mons. Claudio Gugerotti, il giovane Nunzio Apostolico di questi paesi transcaucasici ed amico carissimo del nostro Arcivescovo (che con lui condivideva l’ufficio della segreteria del Cardinal Silvestrini nel periodo trascorso presso la Curia Vaticana). E’ lui che con sapienza ha programmato questo evento e che ci guiderà nella nostra visita, che vuole essere segno di fratellanza verso Chiese di antica tradizione cristiana e di vicinanza ad una popolazione in grave stato di necessità.
Carichiamo i nostri bagagli sulle due auto tipo gipponi (capiremo più tardi, percorrendo le impervie strade dell’interno, la necessità di questo tipo di auto) e percorriamo strade deserte e con i lampioni dell’illuminazione pubblica spenti: occorre risparmiare elettricità dopo i recenti aumenti del costo del gas proveniente dalla Russia. Sono le sette quando finalmente possiamo distenderci un po’ in albergo. Alle 11 ci attendono le suore di Madre Teresa di Calcutta per celebrare insieme la S. Messa (in inglese).
Istituto Madre Teresa di Calcutta Yerevan
Viviamo qui la prima emozione forte: le quattro suorine si presentano con in braccio dei bimbi di quattro o cinque anni, belli, vispi, ma senza l’uso delle gambe, che iniziano a bombardare di mille domande curiose il nunzio (che parla correntemente l’Armeno).
Bimbi in braccio
Successivamente, nelle anguste camerette di questa struttura modesta ma dignitosa, facciamo conoscenza con gli altri venti ospiti della casa, neonati o bimbetti abbandonati in ospedale dalle loro mamme dopo il parto perché affetti da malformazioni.
neonati abbandonat
Nel pomeriggio raggiungiamo il centro monastico di Etchmiadzin, a pochi chilometri da Yerevan, antica capitale dell’Armenia e centro spirituale della Chiesa Apostolica Armena, antica Chiesa cristiana pre-calcedonica, alla quale aderisce il 90% della popolazione sia presente sia in diaspora. Qui il Catholicos, Sua Santità Karekin II, capo di tutti gli Armeni, ci riceve con estrema familiarità. Nel suo discorso è ancora presente il ricordo della visita di Papa Giovanni Paolo II, suo ospite nel settembre 2001. Quella visita è stata, a suo dire, un evento storico che ha generato nuova familiarità e comunione tra Chiese sorelle, pur nel rispetto della loro singolarità. Il Catholicos ricorda anche con commozione i funerali di quel grande Papa, cui aveva partecipato insieme ai rappresentanti di fedi diverse provenienti da tutto il mondo, definendo quell’evento “un grande dono per la Chiesa tutta per il modo con cui il Santo Padre aveva offerto le sue sofferenze e la sua morte per l’unità dei cristiani”.
Catholicos
Dopo lo scambio dei doni, la visita al complesso monastico ed al museo di Etchmiadzin, facciamo letteralmente una corsa all’antico complesso monastico di Khor Virab, ai confini con la Turchia, dove il monte Ararat si eleva maestoso dall’altopiano, mentre il sole volge al tramonto.

Ai fianchi della dritta strada sconnessa, campi brulli, sassosi, povere case con i tetti di lamiera o di eternit.
Rientriamo in città, quasi avvolta nel buio, destreggiandoci in un traffico caotico di vecchie auto. Raggiungiamo una delle strutture volute da Sua Santità per il sostegno e le formazione dei giovani di Yerevan, che lì convergono giornalmente a migliaia.. Un gruppo di questi ci offre, nel teatro che fa parte del complesso, uno spettacolo di danza, di acrobatismo e di canti eseguiti con vera maestria, in presenza di un folto pubblico, radunatosi per l’occasione.
A cena siamo ancora ospiti di Sua Santità; in un clima di estrema cordialità e familiarizziamo con il giovane direttore del seminario armeno che invitiamo  a ricambiare la nostra visita.
Martedì 14 torna su
Caricati i bagagli, partiamo in direzione nord-ovest. Ben presto lasciamo i rettilinei del piatto altopiano sassoso per salire verso Gyurmi a circa 1400m d’altezza. Questa città è il capoluogo della regione che nel dicembre dell’88 fa colpita da un violentissimo terremoto, che fece più di 20.000 vittime, oltre a produrre distruzioni delle quali sono ancora evidenti i segni.
vista su Gyumry
Qui incontriamo S.E. Mons. Nerses Der Nersessian, primo Ordinario emerito per gli Armeni Cattolici dell’Europa Orientale, già Superiore Generale della Congregazione Mechitarista di Venezia, prima di essere destinato a governare questa Chiesa nel ’91, subito dopo la caduta del regime sovietico e la dichiarazione di indipendenza dell’Armenia. E’ lui che ha ricostituito la Chiesa Cattolica Armena, risorta dalla clandestinità, che conta oggi, in tutta l’area del Caucaso, circa 200.000 fedeli. Troviamo anche Padre Mouses e Mons. Neshan Karakeheyan, Arcivescovo d’Adana degli Armeni, Ordinario per gli Armeni Cattolici dell’Europa orientale. Oltre allo scambio di doni e di indirizzi, abbiamo il piacere di ricevere da Mons. Nerses un prezioso plico contenete Cenni storici sulle Comunità Armene Cattoliche in Armenia, Georgia ed Europa orientale, da lui redatto lo scorso anno.
Il tempo corre veloce e dobbiamo salire di altitudine per recarci a visitare l’Ospedale “Redemptoris Mater” di Ashotzs, costruito nel ’91 per volontà del Papa Giovanni Paolo II , con il contributo di Caritas italiana, insieme ad altri ventidue ambulatori sparsi nei villaggi, anche della vicina Georgia. Sorto per alleviare i gravissimi disagi causati dal terremoto, ancora oggi è il solo nel raggio di 100 Km. L’ospedale, pulito, ordinato, efficiente, è retto dai PP. Camilliani e dalla Piccola Sorella Noelle Dominique , che abitano nelle baracche che erano servite agli operai durante la costruzione dell’ospedale stesso. I medici e gli inservienti sono tutti armeni. Con loro consumiamo un pasto a base di saporite pietanza locali e da loro sappiamo che l’ospedale si mantiene ancora oggi con i fondi della CEI e dei Camilliani e con i viveri ed i materiali inviati da benefattori italiani. Oltre agli ammalati spesso nel periodo invernale, quando le temperature scendono normalmente sotto i -20C° con punte di -40C°, l’ospedale accoglie i loro parenti perché privi di riscaldamento.
Nel pomeriggio torniamo a Gyumri per visitare il “Centro educazionale” , orfanotrofio, delle Suore Armene dell’Immacolata Concezione.
una preghiera
I cinquanta ragazzi e  ragazze ospiti dell’istituto ci aspettano fuori, sotto la neve, ordinati nelle loro divise che richiamano i loro costumi, e ci offrono pane e sale secondo una antica tradizione locale. Celebrata la Messa, allietata da canti tradizionali, ci offrono una simpatica esibizione canora.
duetto canoro
Prima di lasciarci la direttrice, sister Arousiag Sajonian, dice di aver finito il container di pasta ricevuto dalla Caritas di Spoleto e che necessiterebbe del reintegro.
Partiamo quando comincia ad imbrunire. Continua a nevicare e dobbiamo salire ancora. A Spitak, a circa 1800 m d’altezza, ci attendono le suore di madre Teresa di Calcutta con i loro giovani portatori di handicap psichici e fisici.
suore di Madre  Teresa della Casa per Handy
Qui la commozione sale al massimo quando vediamo l’accoglienza gioiosa di questi giovani e di queste suorine, che riescono ad essere sempre allegre e sorridenti nonostante la situazione. La Messa è il momento centrale di questo incontro rapido e suggestivo.Lasciamo la casa ancora sotto la neve; con un po’ di fatica superiamo il passo a 2200 m ed iniziamo una lunga discesa verso la Georgia. Al confine il controllo passaporti è fatto in un container al lume di candele … tutto ok, possiamo proseguire; ancora 80 km di strada sconnessa e ci appaiono in lontananza le luci di Tbilisi, la Capitale di oltre 1.500.000 abitanti. Alle 22,00 circa finalmente mettiamo i piedi a terra, consumiamo la cena in Nunziatura e poi ci concediamo un meritato riposo nella foresteria della Caritas georgiana.

Mercoledì 15 torna su
La colazione in nunziatura è l’occasione per avere prime informazioni dal Direttore della Caritas Georgiana, padre Witold,, un salesiano energico, concreto e risoluto nei suoi progetti: non parole, ma fatti.
Tbilisi la Nunziatura  con padre Witold ed il segretario del nunz
In questa terra dai forti contrasti, dove non c’è più né sanità né assistenza garantita dallo Stato, con un 10% di ultra ricchi (mafiosi e uomini dell’ ex-regime) un ceto medio quasi inesistente, la maggioranza vive sotto il livello di povertà. Come dappertutto i più bisognosi sono gli anziani, i minori e le donne sole (senza marito) con bambini. Con un costo della vita che richiede l’equivalente di almeno 200-300 €/mese, la maggior parte dei pensionati (compresi ex insegnanti, professori universitari, ufficiali dell’esercito, medici, …) cerca di sopravvivere in qualche modo con pensioni equivalenti a 15-20 €/mese. La rottura dei rapporti polico-economici con la Russia ha fatto sì che è raddoppiato anche il costo del gas, essenziale per riscaldarsi d’inverno. Dopo il crollo del regime sovietico quasi tutte le fabbriche hanno chiuso i battenti: la disoccupazione è altissima. Molti uomini si dedicano all’alcool.
Per fare fronte in qualche modo a tante necessità, la Caritas georgiana, con l’aiuto cercato, richiesto, ottenuto dai cattolici di tutto il mondo e da Caritas Diocesane italiane, ha realizzato ambulatori medici, mense, istituti per anziani, bambini e giovani. Agli anziani offre vitto ed ospitalità; ai giovani offre anche una istruzione professionale e l’inserimento lavorativo in imprese di supporto, sempre promosse dalla Caritas, come panetterie, pasticcerie, officine di riparazione auto, mezzi di trasporto pubblico, imprese edili, imprese agro-alimentari. Le strutture e le imprese collegate alla Caritas danno lavoro ad oltre 300 dipendenti.
Dopo colazione ci rechiamo a Mzkheta, a circa 20 Km da Tbilisi. Questa antica capitale della Georgia ospita la stupenda sede cattedrale del Patriarca ortodosso, che vanta oltre 1000 anni di storia.
Cattedrale di Mzkheta
Ci fa da guida e cicerone un monaco ortodosso gentilissimo, traduce per noi un giovane dipendente della nunziatura, che parla italiano con accento veneto, avendo fatto un master di 6 mesi a Padova.
Torniamo quindi verso la nuova capitale dove ci attende un importante incontro ecumenico con Sua Santità Ilia II, Patriarca di tutta la Georgia.
scambio di doni con  Patriarca
Questi ci accoglie con estrema familiarità nel salotto/serra del suo elegante palazzo. Apprezza la visita della nostra delegazione, autorevolmente guidata dall’Arcivescovo Metropolita e dal Nunzio apostolico. Mostra sincera gratitudine per l’opera della Caritas verso la sua popolazione (per oltre il 90% di religione ortodossa) e, soprattutto in ricordo della visita di Giovanni Paolo II, si dice aperto al dialogo con la nostra Chiesa “sulle orme della Chiesa primitiva, apostolica”, per combattere il laicismo ed i fondamentalismi  (anche se, a dire del Nunzio e di Padre Witold, è spinto dai giovani monaci e frenato dagli anziani “conservatori” della sua rinata Chiesa.). Amante della musica e lui stesso compositore, prima di congedarci e dopo lo scambio dei doni, ci accompagna nel salone delle udienze e ci fa ascoltare brani musicali di sua composizione.
nella sale delle udienze con il  Patriarca
Percorriamo quindi velocemente in auto il centro storico, che ospita, tra l’altro, chiese, sinagoghe e moschee; Qui per centinaia di anni hanno convissuto in armonia Ortodossi georgiani Ortodossi russi, Cristiani armeno-apostolici, Cattolici, Ebrei e Mussulmani, ognuno con il proprio luogo di culto. Qui facciamo conoscenza anche con il giovane Vescovo Armeno apostolico nella sua storica cattedrale, ricca di opere d’arte.
La sera invece “giochiamo in casa”, essendo ospiti, nella chiesa di Maria SS. Assunta, della piccola comunità cattolica, guidata dal suo Vescovo italiano, S.E. Mons. G. Pasotto, stimmatino, Ammnistratore Apostolico, che ci accoglie con due dei 5 sacerdoti della sua diocesi.
la conferenza del ns  Arcivescovo
Dopo la celebrazione eucaristica nel Centro Culturale “Sulkhan Saba Orbeliani” , annesso alla chiesa, il nostro arcivescovo tiene ai convenuti una relazione su “La Parola di Dio nella vita del cristiano”.
[La Parola di Dio fonda la nostra fede, ne è sorgente e sintesi. Credere significa accogliere la sua Parola (il Verbo) che è la sua Persona (Fatto Carne). Gesù è la sua Parola definitiva (“questo è il mio figlio diletto, ascoltatelo!”). Noi dobbiamo quindi accogliere quella Parola e raccontarla, vivendola. La Parola è Gesù, è una persona che incontro, non è una morale, né un precetto, né un comandamento; è viva ed efficace; è più tagliente di una spada; .. (vedi lett. agli Ebrei). Chiede di essere ascoltata, nel silenzio, messa in pratica, convertendosi, rovesciando la ns. vita, amando anche i nemici, annunciata, con umiltà e franchezza, di generazione in generazione …].
Alla cena, sobria e cordiale che chiude la serata, sono presenti anche due volontari italiani, muratori, che stanno facendo degli interventi di manutenzione nella chiesa e nel modesto edificio che ospita il vescovado.
cena con il  Vescovo cattolico Mons Pasotto

Giovedì 16 torna su
Dedichiamo tutta la giornata per vedere le opere realizzate dalla Caritas e per conoscere meglio le necessità i bisogni e le povertà dei suoi assistiti.
Cominciamo con un Ambulatorio medico, attrezzato oltre che per le visite di routine e per la prescrizione e la distribuzione di farmaci, anche per la fisioterapia, per l’ecografia.
ambulatorio medico
Qui incontriamo diversi pazienti, perlopiù anziani, che, essendo oramai l’assistenza medica pubblica a pagamento, con le loro misere pensioni non potrebbero assolutamente né farsi visitare, né farsi curare altrimenti. A padre Witold prospettiamo la possibilità di istituire uno studio dentistico tramite l’Associazione Smile Mission (con la quale stiamo collaborando per il Centro Caritativo Giovanni Paolo II di prossima apertura in Ancona) ed ai medici presenti la possibilità di uno stage di aggiornamento presso le strutture ospedaliere dell’Università Politecnica delle Marche.
Passiamo quindi alla mensa: questa giornalmente, dalla 12 alle 16, offre cibo (pane, bevande, primo e secondo) a circa 600 persone; molte portano con sé dei recipienti anche di fortuna per portarsi il cibo (dato in abbondanza) a casa per condividerlo con altri famigliari o per consumarlo anche la sera o l’indomani, se abitano lontano e non hanno la possibilità di recarsi in mensa tutti i giorni.
mensa
Il pane della mensa è fornito dalle panetterie gestite dalla Caritas; molti degli alimenti, tipo la pasta o l’olio, vengono in container dall’Italia (il costo di gestione della mensa è di oltre 92.000 €/anno).
Alla mensa accedono, a turni, anche i giovani ospiti della “Casa per bambini di Tbilisi”, che visitiamo nel pomeriggio. Questa struttura, ancora parzialmente in fase di finiture, è nata con lo scopo di accogliere e recuperare i bambini di strada di Tbilisi e dintorni; di provvedere alla riabilitazione psico-fisica dei minori, alla formazione professionale dei giovani ed al loro orientamento al lavoro. Il Centro comprende, oltre ad un Centro d’incontro per anziani, una Casa Famiglia per una trentina di bimbi residenti, abbandonati, un Centro Giovanile dove circa 200 giovani frequentano giornalmente i diversi laboratori professionali tra i quali un laboratorio di tessitura di tappeti ed arazzi, un laboratorio di “teka” (lavorazione artigianale del feltro), un laboratorio di smalti, di cesellatura, di iconografia, di lavorazione del legno, di marionette, oltre a corsi di teatro delle marionette, di lingue straniere (tra cui l’italiano) di cucina, di parrucchieri e di danza tradizionale.
laboratorio lavorazione legno Centro Giovani Caritas
Ci viene offerta una esibizione estemporanea di “danza delle spade” e ci ha colpito la foga e la maestria con cui i giovani ballerini si esibiscono.(Il costo di gestione della struttura supera i 136.000 €/anno).
la danza  delle spade
Sono in corso i lavori di completamento di una piccola chiesa, che verrà offerta e celebrata da Ortodossi (dato che quasi tutti gli ospiti della struttura sono di questa religione) ed un campo di calcetto/pallavolo/pallacanestro (costo preventivato di quest’ultimo circa 37.000 €).
Padre Witold ci accompagna anche a visitare alcune signore che vengono assistite, come altre 50, nelle loro povere (oserei dire squallide) abitazioni, poiché non possono muoversi e non hanno parenti o familiari che possano accudirle. Qui siamo in presenza della miseria più nera!!!.
Dopo questo penoso bagno di povertà, ma pieno di tanta speranza per l’opera di “ricostruzione della dignità umana” realizzato della Caritas, la sera cambiamo registro, poiché a cena ci aspetta un incontro “istituzionale” con l’ambasciatore italiano in Georgia. Qui si parla di politiche internazionali, dei difficili rapporti con la Russia, dell’attuale governo filo-americano, delle recenti elezioni separatiste in Osezia, dei moti in Abcazia, dei timori per gli integralismi, soprattutto islamici, ecc, ecc. sino a quando ci congediamo per un meritato riposo.

Venerdì 17 torna su
Sveglia presto per prendere l’aereo per Baku, capitale dell’Azerbaijan di circa 2milioni di abitanti. All’aereoporto un simpatico incontro con un signore, che riconosciuta nella nostra delegazione la presenza di eclesiastici, si presenta come Vescovo luterano; anche lui è diretto a Baku per guidare la sua piccola comunità. Don Vincenzo non si lascia sfuggire l’occasione per mostrare il nostro spirito ecumenico; una foto, uno scambio di indirizzi, un saluto cordiale e .. via ciascuno per la sua missione.
A Baku ci attende la comunità dei salesiani, guidata da padre Jan Capla, che regge la parrocchia di Cristo Risorto, (l’unica dell’Azarbeijan, dove i cattolici sono solo 350, su una popolazione di circa 8 milioni di abitanti, di cui il 94% mussulmani, il 5% Ortodossi, russi ed armeni, e l’1% di altre religioni).
la Comunit  Salesiana di Baku
Qui i 6 salesiani presenti, di origine slovacca, gestiscono due centri di incontro e di animazione frequentati giornalmente da circa 200 giovani, con l’aiuto di 3 volontari e con il supporto di una decina di professori (stipendiati) per le scuole di inglese, italiano e informatica.
I salesiani seguono anche una trentina di famiglie bisognose, una delle quali visiteremo nel pomeriggio. Avevano anche due mense che giornalmente servivano circa 400 persone, ma momentaneamente sono stati costretti a chiuderla per mancanza di fondi (costo annuo circa 40.000€).
Il giovane padre Peter Cerven, che parla un pò d’italiano, ha avuto da poco l’incarico di fondare la Caritas. Egli ci parla della situazione del Paese, ricco di petrolio, in mano a pochi ricchissimi, corteggiato da russi ed americani, ma che vede nella Turchia il proprio riferimento etnico-politico e religioso, in forte espansione economica, ma che lascia la maggioranza della popolazione nell’indigenza e nella povertà. Dopo la caduta del regime c’è, nei giovani soprattutto, un forte bisogno di spiritualità e di identità religiosa, che normalmente si riconosce in un islam moderato e tollerante; non mancano comunque nuovi battezzati cattolici.
Avremo modo di verificare direttamente l’apertura e la tolleranza religiosa di questo popolo nell’incontro che il nostro solerte Nunzio ha organizzato con lo Sheikh-ul Islam, S.E. Allashukur Pasha-zade, capo dei mussulmani del Caucaso. Egli infatti, per l’occasione, ha invitato anche S.E. il Vescovo Ortodosso Aleksander, del Patriarcato di Mosca, Eparca di Baku, e S.E. il sig. Simion Ikhiilov, Rabbino Capo degli Ebrei della montagna.
foto di gruppo  con lo Sherkh al Islam
Il suo discorso d’ingresso è tutto volto a sottolineare l’importanza dell’incontro e dell’unione delle “religioni del libro” per la vita spirituale e morale della nazione. Il suo intervento, e quello in risposta del nostro Nunzio, viene ripreso e trasmesso da tutte le televisioni nazionali e riportato sulla stampa, grazie alla presenza di un folto numero di giornalisti. Foto, scambio di doni e un ricco pranzo, con la partecipazione di eminenti personalità della politica e del mondo della cultura, suggella questo incontro.
Nel pomeriggio l’Arcivescovo ed il rappresentante della Caritas visitano una delle famiglie seguite economicamente e spiritualmente dai salesiani. Si tratta di una signora, vedova, senza lavoro, con quattro figli, dai 10 ai 17 anni, che vivevano in una sola stanza più un bugigattolo per cucinino. Con il nostro aiuto (circa 3.000€) riuscirà a costruire una seconda stanza nel cortiletto antistante l’attuale abitazione.
famiglia assistita
Presso i salesiani la sera viene celebrata una Messa, animata alternativamente dai giovani con chitarre ed un coro di signore, con armonium. Segue l’incontro del ns. Arcivescovo che indirizza ai giovani un discorso che esorta alla fedeltà nella sequela di Cristo. Un simpatico rinfresco informale, collettivo, preparato dai giovani, conclude la giornata.
Festa saluto giovani
Sabato 18 torna su
Ore 02,00 Operazioni d’imbarco con minuziose perquisizioni all’aereoporto di Baku e rientro in Ancona, via Vienna - Roma.
G.C.
 


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